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FORMAZIONE ::- LEZIONI INTERNET (Prima parte) - [Stampa]
1. Che cos'è Internet? Come funziona?
Internet è il nome con cui si designa comunemente un
grande insieme di reti di calcolatori collegate tra loro. Una rete di calcolatori è un
insieme di computer collegati tra loro in qualche modo (con un cavo coassiale, una fibra
ottica, via telefono...) e su cui vigono un certo numero di convenzioni (o più
correttamente protocolli di comunicazione) che permettono ai vari computer di scambiare
tra loro informazioni binarie di vario tipo. Le singole reti che appartengono a Internet
sono a loro volta formate connettendo tra loro reti di calcolatori più piccole, e così
via, fino a giungere alla cellula fondamentale di Internet: la rete locale (LAN o Local
Area Network), che ha normalmente le dimensioni di un edificio o poco più: tipici esempi
sono la rete di un'Università o di una azienda. Le varie reti locali appartenenti ad
Internet possono essere estremamente diverse tra loro: difatti Internet è stata
sviluppata in modo da essere indipendente dal tipo di computer e di rete locale che si
vuole connettere ad essa, per cui tramite la rete potrete collegarvi con qualsiasi tipo di
computer, dal supercalcolatore al PC, ciascuno con un proprio sistema operativo diverso
(MS-DOS, Unix...) e collegato in modo diverso alla rete: pertanto non esiste un
"computer per Internet", ma ci si può collegare a Internet praticamente con
qualsiasi computer, sebbene le prestazioni ottenute dipendano dalle capacità del proprio
calcolatore. Collegando più reti tra loro è possibile aumentare il numero di computer, e
quindi di utenti, che possono scambiarsi informazioni binarie: per questo motivo è
interesse di tutti procedere all'integrazione delle varie reti esistenti e al loro
inglobamento in Internet. Sostanzialmente, Internet è quindi un insieme di "tubi per
numeri binari" tramite i quali i calcolatori si scambiano informazioni digitali,
proprio come le nostre case e le centrali si scambiano elettricità tramite la rete
elettrica, o noi e i nostri conoscenti ci scambiamo informazioni tramite la rete
telefonica. Proprio per questo il fantasioso nome di autostrada informatica è in realtà
meno fantasioso di quanto sembri: proprio come un'autostrada è un'infrastruttura che
permette il movimento di veicoli, Internet è un'infrastruttura che permette il movimento
di numeri binari, e tramite essi di tutte le informazioni che possono essere codificate in
modo binario (messaggi, immagini, programmi... praticamente qualsiasi cosa). Utilizzare
Internet significa allora, con l'aiuto di appositi programmi che svolgono la gran parte
del lavoro, servirsi dei suoi "tubi" per stabilire un collegamento (connection)
tra il nostro computer e un altro computer appartenente alla rete; seguendo quindi una
delle possibili convenzioni linguistiche (protocolli), in modo che i due elaboratori si
capiscano, il nostro programma provvede a tradurre i comandi che noi gli diamo in comandi
binari che l'altro computer può capire; dall'altra parte del collegamento, un altro
programma provvede ad eseguire i comandi che il nostro computer invia tramite Internet, e
a spedire all'utente i dati richiesti (un ipertesto, un'immagine...). Qualunque operazione
si voglia compiere, qualunque tipo di informazioni siano richieste, il modello di
comunicazione sarà sempre questo. Si noti infine che Internet, sebbene costituisca il
maggior insieme di calcolatori tra loro collegati del mondo, non è l'unica rete mondiale
di calcolatori. Esistono altre reti, sia aperte a tutti gli utenti, come ad esempio
FidoNet, BITNet, UUCP, sia di tipo commerciale, come ad esempio Compuserve. Queste reti
non sono "compatibili" con Internet, ma è normalmente possibile scambiare
perlomeno posta elettronica con i loro utenti.
2. Ma Internet si paga? Chi possiede Internet? Chi paga per
Internet?
Grazie alla moda che si è scatenata negli ultimi mesi e alla discreta
incompetenza di chi normalmente si è trovato a parlare di Internet sui mezzi di
comunicazione di massa, è raro trovare un nuovo utente che abbia ben chiare le risposte a
queste domande. È allora necessario tenere ben presenti alcune cose: Internet si è
sviluppata - dopo un inizio militare - perchè le Università di mezzo mondo desideravano
poter comunicare facilmente e poter collaborare nelle loro ricerche. Poichè ciascuna
Università disponeva già, per i propri scopi, di una propria rete locale di calcolatori
- ossia di un certo numero di computer posti più o meno nello stesso edificio e già
collegati tra loro - quello che si è fatto è semplicemente collegare tra loro queste
singole reti. Questo porta due conseguenze: Ciascuna Università possiede la sua rete
locale, ossia il suo pezzo di Internet. Quando due Università si mettevano d'accordo per
collegare le proprie reti locali, provvedevano a trovare i finanziamenti necessari per il
collegamento, che potevano arrivare dalle Università stesse o dallo Stato. Pertanto, i
collegamenti tra le varie reti locali sono generalmente di proprietà di enti pubblici
(anche se negli Stati Uniti siamo già in una fase di privatizzazione). In molte nazioni
lo Stato ha provveduto a mettere in piedi da solo una rete nazionale per collegare le
principali Università e organizzazioni statali. Quando enti non universitari o
governativi (associazioni, aziende, venditori di accessi...) hanno cominciato a
connettersi alla rete, hanno seguito lo stesso modello: ciascuno si è creato la sua rete
locale ed ha contribuito ai costi del suo collegamento a Internet. Come conseguenza di
quanto detto, nessuno possiede Internet, ma moltissimi enti ne possiedono vari pezzi.
L'analogia che si fa normalmente è con la rete telefonica: nessuno possiede tutta la rete
telefonica mondiale, sebbene Telecom Italia possieda la rete italiana, France Telecom
quella francese... Tuttavia, la proprietà di Internet è infinitamente più distribuita
rispetto a qualsiasi altra rete di comunicazione esistente. Il motivo per cui ciascun
proprietario di un singolo pezzo di rete permette a tutti gli utenti del mondo di
servirsene è che in cambio tutti gli altri proprietari di pezzi di rete permettono ai
suoi utenti di servirsi dei loro. Internet si basa sullo scambio reciproco. Chiunque
connetta singole reti locali alla rete permette a tutti gli utenti di servirsene ed in
cambio può servirsi di quelle di tutti gli altri (a parte restrizioni per motivi di
sicurezza). Se questo principio venisse meno Internet morirebbe. I costi di manutenzione
della rete sono quindi pagati dai proprietari dei singoli pezzi di rete. Proprio perchè
si tratta di uno scambio reciproco con vantaggio per tutti, l'uso di Internet è
assolutamente gratuito, a patto che venga rispettato il principio dello scambio. A questo
punto, se avete comprato un accesso a Internet, vi starete chiedendo: "Perchè allora
io pago per poter usare Internet?" La risposta è semplice: voi non possedete alcun
pezzo di rete. Non contribuite in alcun modo alla sua manutenzione. Per poter accedere
alla rete, pertanto, avete dovuto chiedere a qualcuno che possiede una rete locale
connessa a Internet di lasciarvi accedere ad essa. Poichè questo qualcuno paga per
mantenere tale rete locale e i relativi collegamenti con le altre parti di Internet, mi
pare giusto che vi chieda un contributo in cambio. Quello che pagate non è l'uso di
Internet, ma l'accesso a Internet: il poter avere un collegamento tra il vostro computer e
il resto della rete. Esistono quindi aziende che vendono l'accesso alla propria rete
locale, e di lì a Internet: gli Internet provider (fornitori di accessi). Poichè pagate
per l'accesso e non per l'uso, insieme al diritto d'accesso non avete acquistato nessun
servizio. Tutto quello che troverete su Internet è concesso in uso gratuito a tutti gli
utenti - sempre per via del principio dello scambio reciproco - e se voi possedeste un
pezzo di rete potreste usarlo gratuitamente. Se invece voi, o la vostra ditta, il vostro
Ateneo, la vostra organizzazione, possiedono una rete locale e l'hanno collegata a
Internet, potrete accedere ad essa gratuitamente; in un certo senso, è la ditta
(l'Ateneo, l'organizzazione) che paga per voi. Se siete collegati da casa via telefono,
indipendentemente dal fatto che paghiate per l'accesso o abbiate un accesso gratuito,
pagate anche per l'uso della rete telefonica da casa vostra fino al luogo dove avete
l'accesso (tipicamente nella stessa città, per cui pagherete la bolletta urbana anche se
poi, con Internet, siete collegati con l'America). Sfortunatamente l'uso della rete
telefonica, a differenza dell'uso di Internet, non è gratuito. Speriamo che ora le idee
siano un po' più chiare!
3. Che cos'è il World Wide Web (WWW)? Cos'è un iperoggetto?
World Wide Web (ragnatela mondiale) è il nome, spesso abbreviato in WWW
o W3, con il quale viene designato comunemente l'insieme di iperoggetti (hypermedia)
collegati tra loro che costituisce attualmente l'aspetto più visibile di Internet, anche
se non l'unico. Per "iperoggetti", nel corso di questa guida, si intenderanno
quegli oggetti informatici, di qualsiasi tipo, che presentano la caratteristica di
contenere al proprio interno, oltre a proprie informazioni, anche collegamenti (spesso
detti rimandi o, in inglese, link) verso altri iperoggetti, oppure di poter essere
richiamati mediante rimandi posti in altri iperoggetti. L'esempio più semplice di
iperoggetto è l'ipertesto, ma non è l'unico: ad esempio esistono iperimmagini (ossia
immagini che, se selezionate, rimandano ad altri oggetti); esistono inoltre tutta una
serie di oggetti che di per sè non possono contenere rimandi (si pensi ad esempio ad un
file eseguibile o ad un normale testo) ma che vengono inseriti nel World Wide Web tramite
collegamenti posti in altri iperoggetti. Il vantaggio degli iperoggetti è quello di
fornire all'utente una funzione in più: non solo quella "statica" di contenere
in sè proprie informazioni, come ad esempio un libro, un quadro, un programma televisivo,
ma anche quella "dinamica" di richiamare su richiesta dell'utente e in modo
estremamente semplice altre informazioni. Comunque, se queste definizioni vi sembrano
ostiche, potrete per il momento vedere il World Wide Web come l'insieme degli oggetti
visualizzabili sul vostro browser e dei collegamenti virtuali che esistono tra essi e che
voi "percorrete" selezionando i rimandi in essi contenuti. È importante
comprendere subito la differenza che esiste tra Internet e il World Wide Web. Internet è
semplicemente una grossa rete di calcolatori, ossia un insieme di cavi e altro che
collegano tra loro un numero qualsiasi di elaboratori di vario tipo e varie dimensioni. Il
World Wide Web, invece, è un insieme di oggetti virtuali (ossia, non fisicamente
esistenti: voi potete toccare un quadro, ma non potete toccare l'immagine del quadro
memorizzata in un computer) che è stato realizzato sfruttando la possibilità data da
Internet di collegare questi oggetti tra loro: mentre Internet è, tutto sommato, qualcosa
di essenzialmente fisico (volendo, potreste toccare i cavi che la compongono e i computer
che la gestiscono, se vi trovaste vicini ad essi!), il World Wide Web è qualcosa di
estremamente virtuale: un insieme di informazioni variamente codificate. Tanto per
capirci, tra Internet e WWW esiste la stessa differenza che c'è tra la rete stradale di
una città e la rete dei suoi autobus pubblici: la prima è un insieme di vie di
comunicazione che permette il passaggio su di essa di veicoli di qualsiasi tipo, la
seconda utilizza una parte di questo insieme e alcuni veicoli ben specifici per collegare
tra loro alcuni punti della rete e trasportare tra di essi un ben determinato tipo di
oggetti (ossia i passeggeri). Grazie alla possibilità di richiamare in modo molto
semplice qualsiasi "risorsa" in qualsiasi parte del mondo, identificandola
univocamente con il suo indirizzo (URL), ciascun autore di ipertesti può facilmente
creare collegamenti tra il proprio prodotto e altro materiale disperso in varie parti
della Terra, permettendo quindi all'utente di spostarsi non per vicinanza geografica, ma
per vicinanza di argomenti: non interessa il fatto che un certo iperoggetto sia situato a
Los Angeles piuttosto che a Tokyo o che a Londra, in quanto la rete annulla (fino ad un
certo punto...) le distanze geografiche; interessa piuttosto che gli argomenti siano gli
stessi, permettendo quindi di ritrovare una quantità enorme di informazioni in tutto il
mondo semplicemente continuando a selezionare una serie di rimandi. I collegamenti forniti
all'utente all'interno di un iperoggetto possono rimandare ad un altro punto dello stesso
iperoggetto - come molti di quelli contenuti in questa guida! - ma anche ad un documento a
ventimila chilometri di distanza; sarà l'utente a scegliere il "percorso
culturale" per lui più interessante (ed in questo il WWW, grazie alle proprietà
degli ipertesti e alla facilità di movimento dei dati, è veramente innovativo). Da
quanto si è detto in precedenza sul World Wide Web, si potrebbe pensare che esso e gli
iperoggetti in esso contenuti siano una specie di fantasma aleggiante sopra i cavi di
Internet. In realtà, bisogna sempre aver presente che un iperoggetto di qualsiasi tipo
appartiene comunque al mondo reale, sotto forma di un file binario memorizzato sull'hard
disk di un computer collegato alla rete (spesso detto sito (site o host), proprio per
evidenziare l'equivalenza tra Internet e una via di comunicazione stradale). Ogni
indirizzo identifica quindi in modo univoco un file binario, ed è un'estensione dei nomi
dei file che il sistema operativo del nostro computer assegna agli oggetti binari
contenuti sul nostro hard disk, proprio come, ad esempio, il numero telefonico di Torino
5641111 per poter essere univocamente individuato a livello mondiale deve essere
"esteso" utilizzando i prefissi nazionale e internazionale a 0039-11-5641111.
Bisogna quindi tenere presente che quando si sta accedendo ad un iperoggetto si sta in
realtà richiedendo ad un computer remoto di leggere dal proprio hard disk il file
contenente tale iperoggetto e di trasmetterlo, sfruttando i cavi di Internet, al nostro
computer. L'accesso ad un iperoggetto fa pertanto "entrare il nostro computer in casa
d'altri", e quindi deve essere soggetto alle normali regole di buona educazione che
valgono in questi casi e che verranno più diffusamente trattate in seguito.
4. Come si usa e come funziona il World Wide Web?
Il World Wide Web è stato pensato per rendere semplice l'accesso agli
oggetti in esso contenuti. Servendosi di un browser è molto semplice muoversi al suo
interno, seguendo la procedura che viene generalmente chiamata netsurfing (in italiano
navigazione): ciascun iperoggetto contiene al proprio interno dei rimandi che vengono in
vario modo evidenziati; quando si seleziona un rimando, il browser legge dal file
contenente l'iperoggetto attualmente visualizzato un indirizzo associato al rimando
selezionato e provvede a richiedere al computer che contiene l'iperoggetto associato a
tale indirizzo di leggerlo e spedirlo all'utente. Quando, tramite la rete, l'iperoggetto
che è stato richiesto giunge fino al computer dell'utente, il browser provvede a
visualizzarlo (purchè sia scritto in un formato che esso comprende); dopodichè, esso
attende una nuova azione da parte dell'utente. Ad esempio, negli ipertesti, che
costituiscono la maggioranza degli iperoggetti posti nel WWW, i rimandi sono costituiti da
testo evidenziato in una particolare maniera e che possono essere selezionati ad esempio
cliccandoci sopra con il bottone sinistro del mouse (almeno nella maggioranza dei
browser). Semplicemente cliccando sui rimandi degli ipertesti è possibile continuare a
muoversi e a visualizzare sul nostro schermo iperoggetti sempre diversi. Talvolta, il
rimando è costituito da immagini invece che da testo, ma la procedura non cambia. Si
stanno anche diffondendo immagini in cui l'indirizzo associato al rimando dipende dal
punto dell'immagine sul quale si preme il bottone del mouse (active maps o mappe attive).
Può talvolta accadere di ricevere, in risposta al rimando selezionato, un oggetto che non
contiene al proprio interno altri rimandi, e che costituisce quindi un "vicolo
cieco": ad esempio un programma o un normale testo ASCII. In questi casi, i browser
permettono di ritornare, se l'utente lo desidera, all'ipertesto precedentemente
visualizzato, con modalità diverse da programma a programma. In realtà, questa
possibilità esiste sempre, ed è spesso utile quando, dopo aver selezionato un rimando,
ci si trova di fronte ad un iperoggetto che non interessa e si vuole tornare indietro al
precedente. È difatti impossibile allo stato attuale includere in un iperoggetto un
collegamento "all'indietro" verso l'iperoggetto precedente, perchè l'utente
potrebbe essere arrivato in quel punto del Web da qualsiasi altro punto, semplicemente
inserendo l'indirizzo corrispondente! È infine importante, specialmente per gli utenti
meno esperti, evitare di farsi prendere dalla cosiddetta sindrome del click, per cui
all'apparire di un qualsiasi rimando che sembri un minimo interessante ci si clicca sopra
furiosamente, magari per scoprire poi che questo rimando provoca la copia sul nostro
computer di un iperoggetto che il nostro browser non sa trattare (ad esempio una
animazione in un formato strano) oppure per scoprire, dopo ore di attesa, che il rimando
portava in realtà ad un iperoggetto del tutto inutile, oppure ancora per scoprire, sempre
dopo lunga attesa, che si è avviata una lunga procedura di connessione ad un computer
remoto per cui non si ha la password! È invece bene, prima di selezionare un rimando,
dare un'occhiata all'indirizzo ad esso associato - che la maggior parte dei browser
visualizzano da qualche parte sullo schermo quando ci si porta sopra il cursore o il
puntatore del mouse - e valutare se sia il caso di selezionarlo: dall'estensione del file
si potrà intuire che tipo di oggetto è, dal metodo di accesso che cosa sta per
succedere, dal nome del computer in quale parte del mondo si andrà a finire e quindi
quanto veloce sarà il collegamento e il recupero dell'oggetto, e così via.
U.R.L..
L'URL è l'indirizzo unico che individua una certa risorsa sulle reti che utilizzano i
protocolli TCP/IP, come Internet. Il formato di tali indirizzi è diventato molto diffuso
ed utilizzato. Un esempio di indirizzo è quello di questa pagina. Se stampi la pagina in
questo momento potrai constatare che in basso viene stampato un indirizzo, uguale a quello
della barra indirizzi del browser, che individua univocamente questo documento che stai
leggendo. Andiamo con ordine. Una parte dell'indirizzo, la prima, individua il protocollo
di alto livello che stai utilizzando. Per il WWW si utilizza il protocollo HTTP, che
lavora sopra allo stack TCP/IP. Pertanto l'URL completo parte da HTTP:// per indicare che
nel recupero dell'oggetto, o meglio, iperoggetto dovrà essere utilizzato tale protocollo.
Poi viene l'indirizzo del sito Web. WWW.SISECO.COM è
l'indirizzo di questo sito. WWW indica uno specifico server o servizio all'interno del
dominio SISECO, il quale si trova nel PRIMARY DOMAIN LEVEL commerciale, ossia .COM. I siti
italiani utilizzano spesso anche il .IT finale, per indicare che il dominio rientra nei
domini italiani. Mentre la gestione dei domini WWW e SISECO è demandata a noi, il
COM,
oppure IT, NET, ORG, UK, US, EDU, sono gestite a livello internazionale da appositi
organizzazioni. Si tratterà pertanto di scegliere sotto quale PDL stare, in base a ciò
che rappresentiamo, e quindi scegliere un nome per il dominio, che non deve essere però
già esistente !! Infatti URL deve sempre essere unico. Sotto il dominio SISECO potete
trovare anche il servizio File Transfer con indirizzo FTP.SISECO.COM
e il servizio di posta con indirizzi webmaster@siseco.com.
Dopo il protocollo e dopo il dominio completo vi trovate già sul server che gestisce il
WEB, in qualche directory di un disco. Da qui partono i direttory del sito specifico, che
si ritrovano sull'indirizzo completo dei documenti HTML specifici (es:
HTTP://www.siseco.com/sol/lezioni_internet1.HTM).
Altro discorso, molto più tecnico deve essere fatto per gestire la corrispondenza tra un
URL ed il suo indirizzo IP (per esempio 194.145.56.1). Per semplificare è opportuno
evidenziare che esistono, in giro per la rete, dei server che si occupano soltanto di
mantenere questa agenda enorme di indirizzi, attraverso le tecniche che vengono chiamate
DNS Domain Name Service o System. Senza questi server tutti noi dovremmo
ricordarci e digitare soltanto numeri e noi indirizzi WWW o di posta, proprio
come avviene con la telefonia.
5. Che cos'è e come si usa un browser?
Un browser, in generale, è un qualsiasi programma che permetta di
leggere, ma non di modificare, un dato tipo di file. Per quanto riguarda la rete, un
browser per WWW - anche detto navigatore - è un programma che permette di visualizzare
quasi tutti i vari "oggetti" (ipertesti, testi, immagini, animazioni, suoni) che
possono essere incontrati muovendosi all'interno del World Wide Web (che come detto è
solo uno degli aspetti della rete). Tale programma permette quindi di accedere a qualsiasi
oggetto si desideri recuperare inserendo un "indirizzo", detto URL, che
racchiude in sè tutte le informazioni necessarie per l'operazione richiesta: una volta
inserito l'indirizzo, il browser ricava dalle sue varie parti il nome e la posizione del
computer sul quale è posto l'oggetto, il nome del file che lo contiene e la sua posizione
sull'hard disk del computer stesso, e in che modo, ossia con quali istruzioni e tramite
quale "linguaggio" (o, più precisamente, protocollo di comunicazione), il
browser può chiedere al computer remoto (aggettivo che indica un computer posto in un
altro punto della rete rispetto all'utente) di fornirgli l'oggetto richiesto in modo che
esso lo possa visualizzare. Il più comune browser, distribuito gratuitamente (per certe
categorie di utenti) sulla rete, è Netscape; altri browser usati, ma meno progrediti,
sono Mosaic, Lynx (per i sistemi non grafici) e, in Italia, Tiber, programma fornito da
Video On Line. Fondamentalmente - sebbene le operazioni da compiere siano ovviamente
diverse da programma a programma - esistono due modi per fornire al browser l'URL
dell'oggetto da recuperare:
Inserire l'URL a mano;
Selezionare un rimando contenuto in un ipertesto, al quale è associato
un URL da recuperare.
Va infine detto che un browser è più che sufficiente per navigare sulla rete, ma non è
l'unico strumento possibile: esistono programmi di altro tipo, generalmente specializzati
su singoli aspetti del World Wide Web o su altri aspetti di Internet, che possono essere
molto utili per alcune operazioni particolari. Inoltre, può succedere di trovare sulla
rete dati memorizzati in formati che il vostro browser non capisce: in questo caso, è
possibile istruirlo affinchè esso si serva di appositi programmi esterni (helper
applications o in breve helpers) per leggerli. Tuttavia, questi programmi non sono forniti
insieme al browser, ma sarà necessario andarseli a ripescare in giro per la rete - e
alcune indicazioni in questo senso saranno date nel capitolo "Prelevare software da
Internet" - oppure sfruttare programmi, ad esempio di grafica, che già si
posseggono. In assenza di un programma capace di leggere dati in quel particolare formato,
non sarà possibile utilizzarli, ma solo salvarli sul disco in attesa che vi procuriate il
programma adatto.
6. Chi mi garantisce che in rete troverò sempre servizi
interessanti?
Assolutamente nessuno. Quando si acquista un accesso alla rete, come
dice la parola stessa, si acquista semplicemente la possibilità di entrarci, proprio come
pagando il pedaggio autostradale si acquista il diritto di percorrere una autostrada. Se
poi lungo l'autostrada non esistono città interessanti, beh, sono cavoli vostri. Tutto
quello che esiste sulla rete c'è perchè qualcuno, per voglia, per interesse, per
altruismo, in sostanza per motivi suoi, ce l'ha messo. Non esiste nessuno pagato per
rendere Internet o il World Wide Web interessanti, piacevoli, esaurienti, e se sulla rete
non trovate l'informazione che state cercando non potete lamentarvi proprio con nessuno.
(In realtà, se non la trovate è perchè non siete stati bravi o fortunati a cercare.
Praticamente qualsiasi argomento che interessi ad un qualsiasi sottoinsieme del genere
umano contenente più di un elemento è presente sulla rete). Anche se può sembrare
all'apparenza marginale, questo è invece uno degli aspetti fondamentali da capire
riguardo Internet. Essa è cresciuta esclusivamente perchè tutti i suoi utenti avevano
interesse a far sì che ciò accadesse, e perchè essi hanno sviluppato nel tempo un senso
di "appartenenza" e di "comunità" che li rendeva interessati ad agire
attivamente per favorire tale crescita. Il modello secondo cui si è sviluppata Internet,
forse proprio perchè nata (dopo una prima fase militare) a scopo essenzialmente
accademico e di ricerca scientifica, è diametralmente opposto a quello secondo cui si è
sviluppata ad esempio la televisione o la rete telefonica, ossia in cui prima grosse
società di capitali mettono in piedi il servizio in modo che esso sia interessante per
gli utenti e poi gli utenti si abbonano ad esso. Su Internet, invece, prima docenti e
talvolta studenti universitari hanno ricevuto gli accessi, spesso in epoche in cui sulla
rete si poteva soltanto scambiare messaggi di posta elettronica, e poi hanno creato la
straordinaria varietà di informazioni e di servizi che vi si incontrano, un po' per uno e
ciascuno seguendo i propri hobby e i propri desideri. Molti dei servizi che si incontrano
sulla rete - dai "mondi virtuali" alle chiacchierate tramite IRC - sono nati
perchè uno degli utenti della rete ha avuto l'idea di realizzarli e si è messo a
scrivere nel proprio tempo libero gli opportuni programmi. In sostanza, l'invito ad ogni
nuovo utente è quello di non utilizzare la rete come un
super-televisore-enciclopedia-videogame, ma di prendere parte allo sviluppo anche solo
scrivendo qualche pagina sugli argomenti di proprio interesse e fornendola di collegamenti
ai siti più interessanti da lui scoperti. È ciascun singolo utente che, nel suo piccolo,
rende Internet interessante, e Internet è interessante proprio perchè vi si trovano le
creazioni di migliaia di utenti diversi. Scoprirete che, oltretutto, è anche divertente!
7. Come posso trovare quello che mi interessa?
Esiste un "elenco del telefono" di Internet? Molti, anzi
moltissimi nuovi utenti della rete, dopo una prima fase di entusiasmo che dura qualche
settimana, si trovano di fronte ad un muro: hanno visitato tutti i siti canonici, letto
quel che c'era da leggere, si sono recati in tutti i siti consigliati da amici e parenti,
e non sanno più cosa fare con la rete. Spesso, inoltre, si ha la necessità di ritrovare
informazioni su di un certo argomento, oppure si sa dell'esistenza di un sito ma non si
conosce il suo indirizzo. In questi casi, si deve intraprendere quella che è una delle
operazioni più noiose: la ricerca sulla rete. Normalmente, un utente ingenuo pensa subito
all'esistenza di una specie di "elenco del telefono", in cui sono conservati gli
indirizzi di tutti i computer collegati alla rete e/o di tutti gli iperoggetti contenuti
nel WWW. È vero che esiste un sistema per cui, dato l'indirizzo di un qualsiasi computer,
è possibile ricavare la sua posizione sulla rete (altrimenti non sarebbe possibile
contattarlo!), per cui si potrebbe pensare che esista un elenco di tutti i computer con le
relative posizioni. Sfortunatamente, un elenco simile sarebbe troppo grande per essere
gestito anche dal più potente degli elaboratori attualmente esistenti, per cui esso è
stato spezzato in vari sottoelenchi locali, secondo un sistema detto DNS. Sfumata questa
possibilità, proprio per rendere utilizzabile la rete sono stati tuttavia creati alcuni
strumenti di ricerca e/o di indicizzazione della rete - delle specie di "Pagine
Gialle" oppure delle specie di "bibliotecari virtuali" che leggono e
catalogano per voi le pagine del WWW permettendo poi di ritrovarle a seconda degli
argomenti trattati. Di questi strumenti si parlerà in seguito, ma è importante qui
rimarcare che essi esistono non perchè esista un "gestore della rete" che si
preoccupa di crearli, come accade per il telefono, ma perchè un bel giorno qualcuno ha
deciso che senza di essi non si poteva andare avanti e si è messo a farli, e inoltre
altri utenti della rete hanno cominciato a segnalargli siti interessanti da includere.
Pertanto nessuno di questi strumenti è al momento esaustivo, ma ognuno ha le proprie
fonti; per effettuare una ricerca veramente accurata è necessario usarli tutti, anche se
solitamente ne bastano un paio per trovare ciò che si cerca. Questo è anche il motivo
per cui ciascun utente è invitato ad aumentare la connettività (connectivity) del World
Wide Web (ossia, il numero di collegamenti esistente tra i vari iperoggetti) ponendo in
rete pagine contenenti rimandi ai siti che ritiene più interessanti.
8. Come posso venire a conoscenza dell'attivazione, della
sparizione, dell'aggiornamento, dello spostamento di servizi che mi interessano?
Anche questa domanda ha una risposta molto semplice: non si può. Come
detto, un iperoggetto è semplicemente un file sull'hard disk di un certo computer: nel
momento in cui qualcuno che può farlo (è un caso tipico quello del proprietario di
computer scocciato perchè l'iperoggetto è un'immagine pornografica e il suo computer è
completamente intasato dagli utenti di mezzo mondo che vogliono copiarsela, ma accade
anche con iperoggetti più innocenti) decide di cancellare quel file, beh, quel file non
c'è più. Se provate ad inserire il suo indirizzo, riceverete un messaggio di errore (il
classico "404 Not found"). Analogamente, succede che un certo computer venga
spostato, o ceduto ad un'altra ditta, o chissà cos'altro, e che cambi indirizzo: in
questo caso i file ci saranno ancora (a meno che nel cambiamento non siano stati
eliminati) e saranno ancora accessibili, a patto di conoscere il nuovo indirizzo, mentre
l'inserimento di quello vecchio provocherà un errore. Queste due situazioni sono
comunissime, e capita molto spesso di cercare di collegarsi con una interessantissima
pagina (altro nome usato per indicare un ipertesto del WWW) scoperta due settimane prima e
di non trovarla più. Spesso, ma non sempre, i gestori del servizio provvedono a lasciare
per breve tempo al vecchio indirizzo una pagina che dà notizia dello spostamento. Si noti
che lo spostamento riguarda anche siti molto noti e frequentati (ad esempio, nell'estate
1995 il vecchio e molto usato sito di riferimento per tutte le informazioni tecniche sul
WWW, che aveva indirizzo http://info.cern.ch/, si è spostato a http://www.w3.org/:
ebbene, ancora oggi è possibile ritrovare rimandi al vecchio indirizzo, che ovviamente
non funziona più). Analogamente, ogni giorno vengono connessi molti nuovi computer alla
rete e vengono create molte nuove pagine ipertestuali; tuttavia nessuno ne dà notizia in
modo prestabilito, anche se generalmente i nuovi siti interessanti vengono inseriti negli
indici, negli strumenti di ricerca, nelle altre pagine di argomento affine. Vale pertanto
la pena, una volta ogni tanto, di controllare qualcuno di questi luoghi per vedere se ci
sono informazioni su nuovi servizi.
9. Come si preleva un iperoggetto dal WWW?
Un qualsiasi iperoggetto del WWW può normalmente essere copiato sul
proprio hard disk, proprio come un normale file (veramente, esso è un normale file!).
Tutti i browser contengono una opzione per salvare l'iperoggetto attualmente visualizzato
(ad esempio in Netscape esiste l'opzione Save As nel menu File). Vanno però rilevate
alcune cose: Quando si salva un ipertesto, esso viene salvato come file in formato HTML
(lo standard per gli ipertesti). Questo formato è molto simile all'ASCII, ma per rivedere
l'ipertesto così come era sarà necessario leggerlo con un browser (ad esempio
Netscape,
tramite l'opzione Open File dal menu File, permette di leggere un ipertesto contenuto sul
proprio computer invece che sulla rete). Normalmente, quando si salva un ipertesto le
immagini grafiche in esso contenute non vengono salvate, per cui quando si rileggerà
l'ipertesto esse saranno sostituite da segnali di errore. Possono invece essere salvate le
immagini che costituiscono un iperoggetto a se stante, ossia un file, normalmente in
formato .GIF o .JPG, a cui si è giunti selezionando un rimando. Se il vostro browser non
è capace di leggere direttamente il formato di dati che avete selezionato, a seconda
della sua configurazione potrebbe salvarlo direttamente, chiedervi cosa fare oppure
caricare un programma esterno per visualizzarlo (il caso tipico è quello delle
animazioni). In questo caso, potrete salvare il file solo se il programma esterno prevede
questa possibilità! (Attenzione: non scaricate animazioni di 3 MB se poi non potete
salvarle!) Con molti browser è possibile salvare un iperoggetto senza prima visualizzarlo
(il che fa risparmiare in certi casi MOLTO tempo). Ad esempio, con Netscape potete
cliccare con il pulsante destro del mouse sul rimando che porta all'iperoggetto che
intendete salvare: verrà presentato un menu da cui potete scegliere l'opzione Save This
Link As.
10. Come si preleva software dalla rete? Che cos'è un sito FTP?
Il World Wide Web è un ottimo sistema per la pubblicazione di
informazioni, grafica, testi, ma è estremamente scomodo quando si tratta di copiare
grandi quantità di dati. Inoltre, esso è relativamente recente, mentre lo scambio di
file è un'attività che si è fortemente sviluppata sin dai primi anni di vita della rete
e che quindi si è ormai standardizzata secondo altri strumenti. Lo strumento principale
per la copia di file è quindi il cosiddetto protocollo FTP, del quale si parlerà
approfonditamente nel prossimo capitolo. Per il momento, si può dire che il software
reperibile su Internet è solitamente memorizzato sugli hard disk di computer che possono
comunicare con l'utente tramite FTP (e per questo sono normalmente indicati come siti
FTP), e che possono essere utilizzati dall'utente, grazie alla rete, proprio come se
fossero posti sulla propria macchina. Sarà quindi possibile leggere il contenuto delle
directory degli hard disk dei siti FTP e copiare i file tra essi e il proprio computer
proprio come si farebbe, ad esempio con File Manager o con il comando copy del DOS, tra le
varie directory del proprio hard disk. È possibile utilizzare i siti FTP anche con i
normali browser, inserendo URL che iniziano per ftp: . Tuttavia, esistono programmi
appositamente studiati per ottimizzare l'accesso ai siti FTP, che presentano un certo
numero di vantaggi e che quindi è bene saper utilizzare.
11. Perchè devo leggere il resto di questa guida?
Con quello che avete letto in questo capitolo, e più in generale con
l'uso intuitivo del mouse e degli ipertesti, è possibile vivere benissimo in rete,
navigando tra le pagine del World Wide Web. Come però è stato detto, Internet non è
solo WWW, e il WWW è solo uno dei tanti servizi che sono stati creati sfruttando le
possibilità di Internet. Utilizzando solo il vostro browser e il WWW potete
"vivere" una percentuale di Internet abbastanza limitata, e comunque in modo
più scomodo, lento e costoso di come potreste fare conoscendo anche tutto il resto. Per
questo motivo il mio caldo e disinteressato consiglio è quello di leggere perlomeno il
prossimo capitolo, ossia "Nozioni fondamentali su Internet", che fornisce una
panoramica più chiara e completa di tutti gli altri servizi che si possono ritrovare
sulla rete, accessibili sia tramite browser sia tramite altri programmi (per questo
aspetto vi è poi un capitolo apposito, "Il software per Internet"); e comunque,
man mano che avete tempo leggetela tutta (se no che l'ho scritta a fare?) (Oltretutto, la
struttura ipertestuale vi permette di partire da qualche argomento che vi interessa
particolarmente per poi leggere gli altri man mano che vi si presentano agli occhi). Negli
altri capitoli, infatti, sono contenute informazioni altrettanto interessanti ed utili,
tra cui "Convivere con gli altri utenti della rete" vi spiega come evitare di
fare la figura del burino appena giunto in città - anche se di cyberburini stanno
incominciando a girarne tantissimi... A dispetto della mole di questa guida, vi assicuro
che le informazioni in essa contenute sono soltanto una minima parte di tutte quelle che
sarebbero potute essere incluse. Il sottoscritto ha cercato, diciamo così, di
"fornire i metodi", spiegando il funzionamento generale della rete, lasciando
poi all'utente il piacere di trovare da solo gli esempi pratici dentro Internet.
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